Visitare il Salone del Gusto e uscirne affamati

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Photo credits: Slow Food
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Ogni due anni, puntuale come un orologio svizzero, torna a Torino il Salone del Gusto, la super manifestazione internazionale che riunisce produttori e artigiani agroalimentari da tutto il mondo.

In città dal 1996, è uno di quegli eventi che i cugini di Milano ci invidiano un sacco e che attirano nel capoluogo sabaudo tantissimi turisti.

Alla parte espositiva – un vero e proprio mercato con stand da tutto il mondo – si affiancano eventi, conferenze, laboratori e lezioni di cucina. E sì, anche qualche degustazione.

Ma il torinese, come tutti i piemontesi,  vuole spendere il suo denaro in cose utili.

E quando investe 25 euro in un biglietto di ingresso al Salone del Gusto, non gli basta di certo qualche degustazione. Vuole uscire dal Salone senza avere fame per i successivi due anni!

Purtroppo però, in quei millemila metri quadri di area espositiva gli assaggini si nascondono per bene. Mestamente, dopo ore ed ore alla ricerca di qualcosa da mangiare e bere gratis, il torinese si allontana deluso.

Lo stomaco brontola e il portafoglio piange. E così, sulla via di casa, scoprirà quanto di più buono può offrirli la cucina internazionale torinese: il kebab.

Addentando il suo kebab sensa picante e senza cipolla, giurerà a se stesso e a i suoi famigliari che mai e poi mai metterà più piede al Salone del Gusto, dove, con 25 euro non ha mangiato nulla mentre conosce una piola che con 10 euro ti serve primo, secondo, contorno, caffè e ammazzacaffè.

 

Ma il torinese ha la memoria corta. Così, tra due anni, ci cascherà di nuovo.

 

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