A Torino non importa quale sia la tua religione. Che tu sia ateo, musulmano, cristiano o seguace di Scientology, se sei un vero torinese onorerai un santo soltanto.
E non è San Giovanni Battista, patrono della città. Ma è lui: San Simone.
L’amaro alle erbe più buono dell’universo, nato a Torino nel XVI secolo, prende il suo nome da una Confraternita Monaci devoti a San Simone (quello vero, non il liquore) di via Dora Grossa, oggi via Garibaldi.
Conoscitori delle virtù medicamentose di erbe, frutti e radici, crearono questo amaro come farmaco ma finirono con l’inventare il liquore più amato dai torinesi.
26° di allegria, il San Simone, con il suo sapore un po’ dolce e un po’ amaro, si beve in comodi bicchierini, con o senza ghiaccio, alla fine dei pasti.
Ottimo digestivo, ha una sola terribile pecca: lo vendono solo in Piemonte (e nemmeno dappertutto)!
Abbasso l’Amaretto di Saronno e la Sambuca (che non è nemmeno santa): il torinese, anche quello astemio, beve solo al San Simone.
E che dramma quando va in vacanza, superando i confini piemontesi!
L’amaro più buono al mondo, inspiegabilmente, non ha conquistato le regioni limitrofe e, fuori dalla sua città natale, è pressoché introvabile.
E non osate proporgli, come alterativa, un bicchierino di Averna. Dire che il loro sapore si assomiglia, è una vera e propria bestemmia.























Da tre anni in pendolarismo Bologna-Torino a causa di un fidanzato che lavora temporaneamente a Torino mi è stato lodevolmente fatto scoprire l’inimitabile San Simone, del quale non posso fare più a meno – ogni tanto contrabbando una boccia del suddetto sotto le due torri….ho già messo in conto che al ritorno in pianta stabile del fidanzato a Bologna seguiranno periodiche visite su al nord per ricordare i bei tempi e fare rifornimento del Santo più amato 🙂
Ahahahahahaah una di noiiii!!!
[…] No, non ho esagerato col San Simone! […]
[…] dedicato al nostro patrono santissimo che, alla faccia dei troppo mondani ed ubriaconi, non è San Simone quello dell’amaro ma San Giovanni. Quello del Duomo per […]
Beh, io sono Ligure, di Imperia, ma il San Simone dalle mie parti si trova. Eccome.
Beato te!
Io sono spesso a Genova, Albenga o Ventimiglia e non c’è speranza! 🙂 🙂
Come ti capisco!!! :'(
Il trauma peggiore del trasferimento in Toscana non fu l’accento, il clima o il costo assurdamente alto degli affitti: fu invece l’atroce scoperta che nei bar e nei supermercati si trova di tutto, anche l’Amaro del Capo, ma non l’amato San Simone.