Inventare il Toccasana

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Benvenuto febbraio e benvenuta Primavera!

Sì, lo so che manca ancora un bel po’ all’arrivo della bella stagione ma a me il mese di febbraio, chissà perché, fa questo effetto. Le giornate pian piano iniziano ad allungarsi, il freddo diminuisce e a me vien voglia di organizzare un sacco di gite fuori porta, alla scoperta dei dintorni della nostra bella Torino.

Una regione del Piemonte che amo con tutto il cuore è quella delle Langhe (o Langa, per dirla alla piemontese), patrimonio dell’Unesco (e ci credo!) dal 2014.
Con le sue colline scavate da valli e segnate da fiumi e torrenti, la Langa è il regno dell’ottima cucina e del buon vino, un piccolo paradiso tutto da scoprire tra il fiume Tanaro, I’Appennino ligure e il fiume Bormida.

Le Langhe, patria di Teodoro Negro e di Toccasana

Visto che panorama?
Non è venuta anche a voi voglia di Primavera? Mi raccomando: segnate sulla vostra agenda tra le cose da fare quest’anno una bella gita da queste parti ad ammirare gli splendidi paesaggi cari a Beppe Fenoglio e Cesare Pavese.

In attesa del 21 marzo e dell’inizio ufficiale della stagione delle gite fuori porta, ho “assaggiato” le mie amate Langhe sorseggiando un prodotto nato tra le province di Asti e Cuneo e la città di Alba. Sto parlando di Toccasana, per gli amici “l’amaro delle Langhe” che mi ha fatto compagnia questo Natale grazie ad un graditissimo regalo.

Voi lo conoscete?

Papà di questo amaro dal sapore unico è Teodoro Negro, nato nel 1910 a Cessole, un paesino della Langa Astigiana. Appassionato di erbe aromatiche fin da piccolo, nel 1920 inizia ad approfondire la conoscenza terapeutica delle erbe presso i padri Scolopi di Carcare per poi diplomarsi erborista nel 1940 all’Università di Pavia.

Teodoro Negro e le sue erbe

Diventato famoso come il “Settimino di Cessole” (vuole la credenza popolare che avesse delle speciali doti sensitive perché nato prematuro), creò durante la sua lunga carriera tante miscele di erbe per curare vari disturbi ma la più famosa, da consumare in infusione nel vino bianco secco e da bere dopo i pasti per favorire la digestione, divenne ben presto richiestissima.

Fu così che, arricchendo l’iniziale semplice miscela, nacque la ricetta segreta del Toccasana, rimasta immutata fino ai giorni nostri e famosa come Amaro fin dagli anni Sessanta.

L’erboristeria di Teodoro Negro

Ma qual è il segreto del successo di questo Amaro il cui nome è tutto un programma? Certamente la sua “magica” ricetta. Questo tradizionale liquore d’erbe di solo 21° infatti, è ottenuto dalla macerazione a freddo di 37 essenze essiccate, coltivate e selvatiche, con erbe, fiori, bacche e radici.

Qualche esempio?  L’anice verde che aiuta la digestione, rilassa la muscolatura intestinale e combatte la nausea; la menta piperita,dissetante e digestiva; la salvia che mantiene l’alito fresco e poi la mia preferita, la melissa che ha un effetto calmante sul sistema nervoso.

Anche se non sono una grande bevitrice e amante degli alcolici, ne ho apprezzato l’ottimo sapore. Inoltre, considerando la gradazione non eccessiva, è adatto a svariate occasioni. Una su tutte? È stata la chiusura perfetta di tutti i pasti natalizi, vero e proprio “toccasana” per il mio stomaco messo a dura prova nei giorni di festa!

Amante delle cose semplici, lo consiglio liscio a fine pasto, perfetto come digestivo, anche se navigando sul sito dell’amaro delle Langhe e sui suoi canali social ho trovato tanti spunti interessanti.

Un consiglio in previsione della bella stagione? Servitelo gelato con una foglia di menta o salvia: è un ottimo aperitivo!

Purtroppo, per un soffio, mi sono persa la prima tappa torinese del Toccasana Mix Tour, nel mio adorato Jazz Club. Quella sera però, seguendo l’evento con l’hashtag #amaroinbocca, ho scoperto un sacco di cocktail a base di Toccasana che non vedo l’ora di assaggiare.

Il Toccasanamixtour approda al Jazz Club di Torino

Ma nulla è perduto!

So che presto ci sarà una seconda tappa e questa volta non me la perdo per niente al mondo.

La conquista di Torino dell’amaro delle Langhe continua…

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